A.H. Robins Company

Dalkon Shield

A.H. Robins Company

Dalkon Shield

Dalkon Shield

A.H. Robins Company

50,00€

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11,00€

Il Dalkon Shield, prodotto da AH Robins Company, è un dispositivo intrauterino (IUD) altamente affidabile per la contraccezione. Progettato per essere inserito nell'utero da un professionista medico, agisce come una barriera fisica efficace contro la gravidanza, consentendo nel contempo la normale fertilità una volta rimosso. Il suo design innovativo e il materiale robusto assicurano un posizionamento sicuro e una protezione costante durante tutto il ciclo mestruale.

Questo IUD offre alle donne una soluzione comoda ed efficace per evitare gravidanze non pianificate, fornendo tranquillità e sicurezza nel controllo del proprio destino riproduttivo. AH Robins Company, un'azienda leader nel settore farmaceutico, garantisce con il Dalkon Shield una scelta che combina sicurezza, convenienza e rispetto per la salute femminile.

Modello

Dalkon Shield

Marca

A.H. Robins Company

Provenienza

Stati Uniti

Dimensioni

20 x 5 cm

Peso

50 grammi

Il Dalkon Shield, un dispositivo intrauterino introdotto negli anni '70 come metodo contraccettivo, è stato ritirato dal mercato a causa di gravi problemi di salute. Il dispositivo, caratterizzato da filamenti di nylon che favorivano infezioni pelviche, perforazioni uterine e altre complicazioni, ha causato danni significativi alle donne che lo utilizzavano. Il produttore, A.H. Robins Company, ha interrotto la distribuzione nel 1974 dopo numerose segnalazioni di gravi conseguenze mediche. Il caso ha provocato un'ampia azione legale contro l'azienda, che ha dichiarato bancarotta nel 1985, segnando un importante precedente per la sicurezza dei dispositivi medici.

Modello

Dalkon Shield

Marca

A.H. Robins Company

Tolto dal mercato il

Indefinito

Morti

21

Feriti

13000 infertilità

Arizona State University

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Dalkon Shield

Il Dalkon Shield, un dispositivo intrauterino contraccettivo, è stato prodotto dalla A.H. Robins Company negli anni '70 e '80. Tuttavia, è stato ritirato dal mercato e vietato dalla FDA a causa dei gravi rischi per la salute delle donne, tra cui infezioni pelviche, infertilità e persino morte. I suoi difetti hanno portato a numerose cause legali, con milioni di dollari di risarcimento. Questo scandalo ha anche ridotto significativamente l'uso degli IUD negli Stati Uniti.

→ Arizona State University

Britannica

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Dalkon Shield

Il Dalkon Shield era un dispositivo intrauterino venduto negli anni '70, collegato a numerosi casi di infezioni pelviche, perforazioni uterine, aborti settici e persino morti. La sua sospensione nel 1974, dopo la segnalazione di quattro decessi negli Stati Uniti, portò alla bancarotta della A.H. Robins Company, che istituì un fondo fiduciario da 2,3 miliardi di dollari per affrontare le richieste legali. Il dispositivo, promosso come sicuro e moderno, fu inventato da Hugh Davis e Irwin Lerner nel 1968. Nonostante le segnalazioni di problemi, fu commercializzato in modo aggressivo, e solo nel 1974 venne ritirato dal mercato, causando gravi danni a migliaia di donne. Le cause di morte e le complicazioni furono attribuite a false affermazioni sulla sicurezza e al design difettoso del dispositivo. La A.H. Robins Company fu criticata per la sua lentezza nel ritirare il prodotto e per la mancanza di trasparenza riguardo ai rischi associati. La vicenda si concluse solo nel 1989, con la costituzione di un fondo fiduciario per le richieste di risarcimento. Tuttavia, molte vittime non ricevettero mai giustizia a causa di documentazione inadeguata o mancata.

→ Britannica

Mother Jones

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L'accusa: Ginecidio

Il Dalkon Shield, un dispositivo intrauterino introdotto sul mercato negli anni '70, si rivelò presto estremamente pericoloso, causando numerosi casi di infezioni, aborti spontanei, gravidanze ectopiche e persino morti. Nonostante le segnalazioni di problemi già pochi mesi dopo il suo lancio, la A.H. Robins Co., il produttore, continuò a promuoverlo aggressivamente. Le gravi complicazioni, inclusi casi di perforazione uterina e infezioni gravi, portarono alla richiesta di ritiro del prodotto da parte della FDA nel 1974. Tuttavia, anziché eliminare le scorte esistenti, la A.H. Robins decise di esportare il dispositivo verso paesi in via di sviluppo, grazie a un accordo con l'Ufficio per la Popolazione dell'AID. Nonostante le preoccupazioni espresse dall'AID riguardo alla sicurezza e all'efficacia del dispositivo, l'accordo andò avanti, e migliaia di Dalkon Shield non sterilizzati furono inviati in tutto il mondo. Tuttavia, i rapporti sugli alti tassi di gravidanza nei paesi in cui veniva utilizzato sollevavano ulteriori preoccupazioni. Nel frattempo, negli Stati Uniti, l'FDA iniziò ad indagare sul Dalkon Shield e, nonostante la resistenza della A.H. Robins, furono condotti dei procedimenti che rivelarono gravi difetti e gravi conseguenze per le donne che lo utilizzavano. Alla fine, il prodotto fu ritirato dal mercato statunitense. La situazione si rivelò un grave imbarazzo per l'AID, che si trovò costretta a richiamare i dispositivi inviati all'estero. La storia del Dalkon Shield evidenziò le gravi conseguenze della commercializzazione negligente di dispositivi medici e portò a una maggiore attenzione sulla sicurezza e sulla regolamentazione dei prodotti contraccettivi.

→ Mother Jones

NY TIMES

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La triste storia dello Dalkon Shield

La storia del Dalkon Shield è una storia di perdita, sofferenza, amarezza e dolore. È una storia di strazio individuale e di sconfitta aziendale. Ed è una storia che evidenzia la differenza tra scienza e legge. Il Dalkon Shield - un dispositivo contraccettivo intrauterino - non è più in commercio, ma non è stato dimenticato. Ben 200.000 donne americane hanno testimoniato di essere state danneggiate dal dispositivo e hanno presentato richieste di risarcimento contro la A.H. Robins Company, che lo ha venduto a circa 2,5 milioni di donne durante un periodo di quattro anni all'inizio degli anni Settanta. La Robins ha presentato istanza di fallimento ed è attualmente impegnata in un contenzioso legale per stabilire se gli 1,75 miliardi di dollari proposti come fondo di risarcimento per le donne che sostengono di essere state danneggiate dallo scudo siano sufficienti. L'azienda Robins e gli avvocati delle donne hanno percezioni molto diverse di ciò che i dati scientifici dimostrano sullo scudo. Gli avvocati che rappresentano le donne affermano che il dispositivo era terribilmente pericoloso, causando gravi infezioni pelviche che portavano all'infertilità o addirittura alla morte. Secondo gli avvocati, queste donne sarebbero oggi sane e fertili se non fosse stato per lo scudo.Tradotto con DeepL.com (versione gratuita)

→ NY Times